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giovedì 20 maggio 2010

IL VOLTO CATTIVO DI DIO




La storia è questa: Stati Uniti. Un uomo innocente sta per essere giustiziato tramite un’iniezione letale, per un crimine che non ha commesso; un duplice efferato assassinio.
Il vero colpevole viene individuato tramite la sua confessione ad un sacerdote cattolico, che pur non venendo meno ai suoi doveri, riesce a fare riaprire il caso orami archiviato.
Ma per fermare l’esecuzione oramai imminente il vero colpevole dovrebbe confessare alla polizia la sua colpa, in quanto non c’è tempo per acquisire le nuove prove. Ebbene non trova il coraggio. Dal crimine commesso sono passati molti anni, lui si è rifatto una vita, ha una famiglia, un posto in società, mentre un innocente pagava al posto suo durante 13 anni nel braccio della morte. Non trovando una via d’uscita, preferisce uccidersi, sparandosi un colpo di pistola alla tempia, mentre l’altro, innocente viene ugualmente giustiziato davanti ad un pubblico che assiste ai suoi ultimi spasimi di agonia.
Dov’è Dio in tutto questo? E’ giusto che un sacerdote non possa rivelare ciò che ascolta in confessionale, anche se ciò servirebbe a salvare una vita?
L’eterna lotta fra il Bene e il Male.
Ma se Dio ha creato tutte le cose, allora Dio ha creato anche il Male.
Al contrario se il Male esiste al di fuori di Dio che non può contrastarlo ( o non vuole) allora Dio non è onnipotente.
I terremoti, gli uragani, le catastrofi naturali, non sono responsabilità di Dio. Esse fanno parte delle leggi di una Natura, cieca e indifferente, da cui solo il delirio di onnipotenza dell’uomo, ci vorrebbe immuni. Nell’ordine naturale dell’universo, l’uomo non vale più dell’ultimo insignificante insetto o forma di vita.
Ma il Male, la Cattiveria fine a se stessa, la crudeltà ingiustificata, l’ingiustizia palese, tutte quelle caratteristiche che fanno della specie umana, la specie più pericolosa del pianeta, perché esistono?
Perché l’evoluzione naturale non le ha eliminate? Che funzione hanno?
Perché Dio permette che esistano?
Il libero arbitrio, cioè la possibilità per l’uomo di scegliere fra ciò che è giusto o sbagliato con ciò che ne consegue, è ciò di cui parlano i preti quando non sanno rispondere a questa domanda, rimpallando ogni responsabilità all’individuo.
Ma il libero arbitrio come concetto generalizzante e generalizzato, semplicemente non esiste.
Può esistere a livello individuale, nelle singole azioni del singolo individuo, ma come categoria di pensiero valevole in astratto per l’umanità nella sua totalità, è un’illusione, o peggio una mistificazione.
La libertà di scelta dell’umanità presa nella sua totalità è molto limitata. Io posso scegliere o meno di compiere una data azione, ma la persona o le persone su cui ricadono le conseguenze delle mie azioni o omissioni, non hanno nessuna possibilità di scelta ma anzi sono obbligate a subirle.
Se io sono nata in un paese ricco, in una famiglia felice, non vi è alcun merito in questo, come non è frutto di un castigo essere al contrario nata, in un angolo sperduto delle montagne afgane con tutte le conseguenze che ne derivano. Io non ho scelto dove e come nascere, non ho scelto di avere una buona o una cattiva vita. Semplicemente mi è capitato.
Non si può assolvere Dio su tutto.
Egli ha creato il Bene e il Male e poi se n’è lavato le mani, sapendo che l’uomo ha bisogno di credere in qualcosa o qualcuno che dia un senso alla casualità e alle incongruenze della vita.
Ma se Dio non può o non vuole arginare il male che è dentro e fuori di noi, allora a cosa serve Dio?
Per assurdo l’esistenza del Male è la prova inconfutabile che Dio esiste perché la Natura con le sue leggi anche crudeli per il nostro sentire, è per definizione Amorale, al di là del Bene e del Male.
Il virus non è né buono né cattivo, e così il terremoto, l’uragano, l’inondazione. Essi semplicemente “ sono” esistono.
Il Male al contrario non è soltanto assenza di bene, ma qualcosa di completamente inutile oltre che dannoso per tutte le specie viventi.
E allora non ci resta che pensare che Bene e Male coesistano come facce di un’unica medaglia e che il Male sia la faccia cattiva di Dio.

1 commento:

  1. Ciao, mi trovo per caso nel tuo blog tramite anobii (sono nana lì e ho visitato la tua libreria poco fa). Molto interessante questo tuo piccolo spazio, anche se fortemente impegnativo, per cui dovrò ripassarci per poter leggere gli altri post.

    Rispetto a questo argomenti, estremamete complesso, ed impossibile da definire in poche righe... Penso tu abbia usato una serie di parole: Libertà. Natura, Bene, Male sempre troppo "abusate" dall'uomo.

    Quando si parla di Dio lo si fa sempre in relazione alla religione, ma per me la religione è prima di tutto un mezzo, un veicolo che può avvicinarmi e creare un legame con Dio, non un Dogma da seguire ad ogni costo. Nella religione-i c'è tanto, troppo di umano, ed il fatto stesso che l'uomo tenda a vedere l'essere superiore quale a sua somiglianza fa molto riflettere... a mio avviso non è Dio ad aver creato ad immagine e somiglianza l'uomo, ma è esattamente il contrario: è l'uomo ad aver creato a sua immagine DIo. Partire da questa presa di coscienza farebbe cadere ogni nostra pretesa di voler attribuire ad un Dio, di cui poco sappiamo, le nostre qualità e le nostre stesse caratteristiche, e quindi il fatto che agisca e divida ad esempio tra Bene e Male. Concetti anch'essi, mi permetto di usare un'espressione usata da Nietzsche (e poi da Galimberti) nomadi. Se pensiamo a quella che è l'voluzione umana, e la storia di vita di ciascun individuo, ci possiamo facilmente rendere conto come lo stesso concetto di bene e male siano relativi: Freud sosteneva ad esempio che la nascita della morale dipendesse dal rapporto Io-Super io a sua volta influenzato dal rapporto genitori-figli e, aggiungerei, a sua volta influenzato dalla società... Poi quello che per me può essere male, per un altro è bene. I due uomini della storia potrebbero essere entrambi innocenti, l'uno perchè non ha fatto nulla, l'altro perchè magari è arrivato ad un simile atto a causa di fattori esterni molto forti e a lui stesso ignoti, inconsci. Certo resta il fatto che sia colpevole di un reato... ma la soluzione della morte per far giustizia è propria dell'uomo, e per me in questo caso è un omicidio che ha risposto ad un altro omicidio... E qui arriviamo al discorso del libero arbitrio o di Libertà in senso lato. La mia esperienza mi ha permesso di capire che la libertà prima ancora di essere un diritto o una scelta è una conquista.. verò è che non decido dove nascere, né come morire (tranne nel caso del suicidio) ma ci sono scelte che si possono fare. Ad esempio la scelta della coscienza, io trovo che l'unico modo davvero reale di essere uomini liberi sia quello di essere coscienti di se stessi, dei propri limiti, delle proprie paure, delle proprie ricchezze: della propria storia di vita. Cosa banale e semplice a dirsi, ma complessa e faticosa da fare... tale conquista implica infatti una libertà che sta per me al di sopra di qualsiasi altra: la libertà da ogni forma di condizionamento: sociale, culturale, economico, religioso ecc. Solo questo percorso, forse, (a mio avviso) può portarci a capire tutte quelle parole e sfumature che sono implicate in un qualcosa che noi vorremmo incasellare, ma che non è possibile fare. E la Natura ne è un esempio: per quanto cerchiamo di capire e classificare ci lascia sempre e comunque sotto scacco!

    Ovvio prendi il mio commento come un punto di vista che vuole integrarsi al tuo... non una critica al tuo pensiero. Semplice confronto...

    A presto! Ti aspetto su anobii :)

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