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mercoledì 11 luglio 2012

DE PROFUNDIS…




Ieri la mia vecchia televisione ci ha lasciato. Non ha retto allo shock del digitale terrestre. Uno sfrigolio, un gran puzzo di plastica bruciata e si è spenta per sempre.
Era una vecchia, piccola, panciuta tv, estenuata da tanti traslochi e molte battaglie.
Ricordo quando troneggiava sui mobili moderni e minimali nel monolocale in affitto dei primi anni del mio matrimonio, nella nebbia gelida della Pianura Padana.
Qualche anno dopo mio figlio bambino ci saltellava davanti, accarezzandola con i suoi ditini grassocci, sporchi di cioccolata, divertendosi davanti ai cartoni animati che gli facevano compagnia nei suoi interminabili solitari pomeriggi di figlio unico.
Ben protetta sopravvisse a svariati traslochi per approdare qui in Sicilia nella mia cucina ..
Panciuta e dignitosa mi ha accompagnato in momenti decisivi della mia vita, fra gioie e dolori, vittorie e sconfitte. Ma evidentemente il suo tempo era finito.
Che nostalgia le televisioni di una volta.! La grande scatola grigia di quando ero bambina.
Un oggetto quasi sacro che si accendeva la sera ed era una finestra sul mondo. 
Ricordo la meraviglia dei documentari che svelavano mondi e realtà che mai avrei potuto immaginare. La curiosità dei reportage su realtà italiane che diversamente non avrei a quei tempi potuto conoscere.
Il pomeriggio c’era “la tv dei ragazzi” ed era un rito per noi bambini al quale non si poteva mancare. 
Come il “Carosello” del resto, il momento più bello della serata con quei mini film pubblicitari, alcuni dei quali mi sono rimasti indelebili nella memoria…
Le televisioni di una volta, panciute e decorose, avevano una dignità e una magia, che quelle di oggi non possono uguagliare.
Questi schermi ultra piatti che non contengono niente e che non sfuggono alla logica consumistica dell’ultimo modello, sono ibridi senza anima, con mille funzioni che pochi useranno e che inseguono il pc sul terreno della connettività continua, ma con cosa?
Un mondo senza più misteri, senza magia, sempre più uguale nei suoi aspetti peggiori. Un mondo di immagini ad alta definizione perfino migliori della realtà ma false e costruite come lo sono i rapporti umani di oggi: virtuali, superficiali, senza anima e senza sostanza.
La tecnologia è meravigliosa, l’uso che se ne fa un po’ meno.
Oggi i palinsesti televisivi sono pieni fino a scoppiare di trasmissioni cloni le une delle altre, di reality sempre più insulse e volgari, di approfondimenti che non sono tali ma sconfinano nel gossip più becero e morboso. Tante trasmissioni di denuncia la cui densità è direttamente proporzionale sia alla nostra indifferenza di telespettatori oramai abituati a tutto, quanto alla nostra impotenza a creare un mondo migliore. 
Così la denuncia del malaffare diventa puro esercizio logorroico, puro spettacolo senza nessun impatto e tutto resta com’è anzi peggiora.
Forse per questo è morta la mia vecchia televisione. 
Non poteva più sopportare di riflettere questo mondo così squallido, di caricarsi di miliardi di canali che non trasmettono che il vuoto pneumatico. 
Ha voluto andarsene con un sospiro, un addio misurato e composto, senza clamore e molta eleganza.
Lasciandomi in fondo insieme ad una giovinezza, la mia, sempre più lontana che dà ai ricordi il color “seppia” della nostalgia.

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