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mercoledì 17 marzo 2010

IL POLEMISTA LIVOROSO




Prima di cominciare, vorrei fare una premessa che mi sembra doverosa.
Con quello che seguirà, non voglio alludere a chicchessia, diciamo che si tratta di una sorta di saggio sociologico. Come si suol dire, ogni allusione a fatti e persone, è puramente casuale.
Spero con questo di aver prevenuto le ire di chi potrebbe sentirsi tirato in ballo.
Se così non fosse, pazienza. Sopravvivrò.
E allora andiamo a incominciare.

Oggi voglio parlare di un soggetto particolare, il ”Polemista livoroso.”
Esponenti di questa categoria di persone, si trovano in tutte le professioni, a partire dallo scrittore per finire al politico, passando per il libero professionista, l’opinionista, il giornalista ecc.
Anche la discriminante sessuale è per così dire irrisoria, il polemista livoroso può essere maschio o femmina. Nell’uno e nell’altro sesso le caratteristiche comportamentali sono le medesime.
Generalmente occupano posizioni che permettono loro di utilizzare un qualsivoglia palcoscenico, sia esso le pagine di un giornale o di un libro, una trasmissione televisiva, un sito web, l’aula di un tribunale, lo scranno del Parlamento ecc, allo scopo di soddisfare le loro manie di protagonismo.

Il primo tipo di polemista livoroso è quello così detto “di panza”.
Trattasi di un soggetto con un ego apparentemente smisurato, che ricerca la polemica per raggiungere un appagamento quasi fisico, per mezzo delle scariche di adrenalina che si auto infligge attraverso lo scambio verbale violento, al limite dell’insulto, con quelli che ritiene i suoi nemici naturali o acquisiti, cioè a dire tutti coloro che manifestano idee diverse dalle sue.
In genere questo soggetto non si da pena di ascoltare le altrui argomentazioni, né tanto meno di capirle, limitandosi ad estrapolare una frase qua e una là, per costruire il suo castello di dissertazioni che mai entrano nel merito della questione ma si limitano a veicolare l’aggressione verbale attraverso l’insulto e il turpiloquio.
Questa persona disquisisce per partito preso, adattando alla sua volontà di prevaricazione, luoghi comuni, stereotipi, preconcetti di vario tipo e usando il linguaggio come un’arma contundente. L’insulto viene alternato o accompagnato alla metafora sessuale, per rendere il messaggio ancora più corposo e di impatto più devastante.
Con questo tipo di soggetto è del tutto inutile cercare di ragionare in termini razionali, in quanto lui non cerca il confronto bensì lo scontro.
Anche peggio può rivelarsi il farsi coinvolgere nella polemica, perché è proprio questo che il polemista livoroso va cercando per esternare ai massimi livelli la sua rabbia oceanica.
Non si tratterebbe di uno scontro ad armi pari. Anzi si sarebbe destinati immancabilmente alla sconfitta.
Una soluzione potrebbe essere ignorarlo. Questo soggetto infatti non ama la polemica unilaterale e se gli si oppone un signorile silenzio, finirà per stancarsi e lasciarvi in pace.

Il secondo tipo di polemista livoroso è quello così detto “di testa”.
Trattasi del tipo in assoluto più pericoloso, in quanto le sue azioni non sono dettate dal soddisfacimento immediato di un istinto, bensì da una costruzione mentale piuttosto articolata, che si appropria delle vostre argomentazioni per travisarle e smantellarle, al solo scopo di recarvi danno.
Questo soggetto dotato in genere di intelligenza notevole e grande conoscenza dei processi della comunicazione, sa che per emergere sulla massa, se non si hanno meriti particolari, è necessario attirare l’attenzione su di se in tutti i modi e attraverso tutti i mezzi possibili.
La sua attenzione, pertanto, non è focalizzata sull’altro visto come nemico vero o presunto, ma su se stesso, per cui l’interlocutore è solo un mezzo per raggiungere i propri obiettivi.
In questa fattispecie la polemica diventa uno strumento per amplificare la propria presenza scenica che diversamente sarebbe irrisoria.
Individui prima assolutamente sconosciuti, irrompono all’improvviso attraverso i loro comportamenti apparentemente trasgressivi, l’uso di un linguaggio trivialmente incisivo praticamente tutto l’armamentario di cui sopra, ma usato con fredda determinazione e finalizzato strategicamente.
Profondi conoscitori della natura umana, sanno in partenza che li si amerà o li si odierà, e sono pronti ad usare a proprio vantaggio i sentimenti che nel bene o nel male sanno provocare, allo scopo di intorbidare le acque, depistare, calunniare, mettere in cattiva luce ecc.
La strategia di difesa nei confronti di tali soggetti non è semplice e spesso non ottiene buoni risultati.
Ignorarli non serve in quanto la loro offensiva è costruita a tavolino allo scopo di distruggervi moralmente o socialmente e in questo senso non si fermeranno davanti a niente, a meno che nel frattempo non trovino un’altra vittima più proficua di voi in vista del raggiungimento dei loro obiettivi.
Si può provare a combatterli con le loro stesse armi, utilizzando le loro argomentazioni per ritorcergliele contro, oppure scavando nel loro passato al fine di trovare qualche argomento capace di zittirli.
Tuttavia si deve essere consci di combattere con armi spuntate una battaglia dall’esito incerto.
L’aspetto positivo di una così deprecabile situazione è che è un’ ottima palestra per affinare il proprio auto controllo e le proprie doti comunicative, il che non guasta mai…
Inoltre si può sperare di uscire indenni da tale tenzone, opponendo loro una coerenza adamantina e un’onestà intellettuale sincera. Alle lunghe i loro altarini verranno immancabilmente scoperti, ma ci vorrà molto tempo e pazienza e qualche ferito sul campo.

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