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lunedì 23 luglio 2012

MAL D'AMORE

MAL D'AMORE:

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ll mal d’amore, è come la gastrite cronica. Ogni volta che credete di esservene liberati, lui torna su come la pizza al salame piccante che avete mangiato sabato sera.Vi sentite quel peso alla bocca dello stomaco che non va ne su ne giù, ma si posiziona giusto inmezzo e gonfia, gonfia!!! Una dice, basta, questa è l’ultima volta, ma poi basta una canzone, un profumo, un ricordo di sfuggita e vi ritrovate a guardare Via col Vento venti volte di seguito, prima e dopo i pasti. Se poi volete farvi proprio male, vi guardate anche Love Story e senza bicarbonato!Il mal d’amore è anche una livella potentissima.
Non fa differenza di censo, di soldi, di posizione sociale, e tanto meno di intelligenza. Che voi siate una donna menager, o una casalinga di Centocelle (con tutto il rispetto per le casalinghe di Centocelle), vi ritrovate a fare monologhi interminabili con il telefono muto.
“ E squilla, grandissimo fetuso. Ma che ti costa? Una chiamata sola, una soltanto, per non perdere l’abitudine.” Ma quello resta muto, immobile, defunto, impassibile come solo un telefono può essere.
E allora ci provate col cellulare. Gli mandate un sms, ma senza firmarvi, tanto lui il vostro numero lo riconosce, e poi magari compare anche il nome se ce l’ ha in rubrica.
E comincia l’attesa…e il silenzio regna sovrano.
Perché lui:
  • Non ha il numero in rubrica.
  • Non riconosce il vostro numero fra i mille sms che riceve ogni giorno.
  • Lo riconosce ma non gliene può fregar di meno.
E voi vi rodete, ah! Se vi rodete! Cosa vi serve un cellulare super tecnologico, che fa le foto, che manda e riceve le e-mail, gli sms, gli msm, che vi fa pure il massaggio shatsu, se poi lui,( non il telefonino, ma il grandissimo…) non si sogna minimamente di, non dico telefonare, ma mandare un sms piccolo piccolo? Soldi sprecati, lo dicevo io.
Ma torniamo alla gastrite o mal d’amore che dir si voglia, tanto gli effetti sono gli stessi.
Vi sentite di schifo. Vi guardate allo specchio e vi sembra di essere la figlia( o la moglie o la nonna a seconda dell’età) di Frankenstain.
Mai una volta che a noi donne ci sfiori anche solo il dubbio che il problema sia suo, che le calze autoreggenti non c’ entrano nulla, non perché a noi stiano male, ma perché lui è indifferente perfino a Claudia Sciffer, che poi detto fra noi a me neanche piace. Tutt’ invidia direte voi.
Forse, ma non è  che tutti voi cari uomini siate proprio precisamente Kevin Corner, dopo tutto. Ma non divaghiamo.
Perciò il telefono è muto, il cellulare è in sciopero e l’autostima è sotto cumuli di terra come l’umore ed ecco pronto per noi il toccasana, l’ansiolitico senza ricetta, l’antidepressivo per eccellenza della femmina frustrata: il barattolo della Nutella.
E non diciamoci chiacchiere, non l’abbiamo comprato per errore, o per fare la torta della nonna. L’abbiamo comprato per affondarci le nostre sentimentali sofferenze.
La nostra tristezza se ne nutre a cucchiaiate voraci e in men che non si dica ci ritroviamo a ripulirne il fondo, mentre la nausea sale e l’autostima crolla definitivamente per implosione.
A quel punto ci guardiamo allo specchio e se non ci prende un colpo di fronte alle occhiaie e al colorito giallognolo che ci è venuto, dopo un pomeriggio infernale passato a vomitare nel bagno, siamo pronte per la seconda fase: l’impossibile rivincita…

 Il problema delle rivincite è che non si considera mai il rapporto costi-benefici.
E’ chiaro che siete furiose e vi sentite di schifo, ma non è una ragione per avviarvi sulla via della perdizione! Invece vi ci buttate a capofitto, pronte a tutto.
Per prima cosa vi convincete che avete bisogno di un’urgente opera di bonifica e restauro, perché ad esempio i vostri capelli oltre ad essere pettinati nello stesso modo di vostra zia, vi appaiono di un colore assolutamente superato, inoltre i vostri vestiti sono fuori moda e vi danno l’aspetto di un insaccato, il vostro colorito è spento e giallastro e a causa dei bagordi con la nutella, il vostro punto vita tende a farvi assomigliare pericolosamente all’omino della Michelin. (E ora i puristi del sito non mi dicano che non si scrive così, posto che ricordino il personaggio, perché non ricordo assolutamente come si scrive, e perciò lapidatemi.)
E così, armate di bancomat e carta di credito, partite lancia in resta alla conquista del mondo…
A fine serata, avete i capelli color platino, sistemati in una pettinatura improponibile che vi fa sembrare appena uscite da una seduta sulla sedia elettrica, ma è tanto di moda!!! Avete un trucco psichedelico che se casualmente incocciate in uno specchio esclamate” Scusi! Non l’avevo vista!”perché non vi riconoscete. Siete piene di pacchi e pacchetti con le migliori griffe, ma assolutamente sul lastrico e la banca vi bloccherà il conto per i prossimi sei mesi.
Però siete pronte per la grande conquista, e per giove, ce la metterete tutta.
“ Lo vedrai grandissimo…se non sono in grado conquistare un uomo!”
Lui non lo vedrà né gli interessa è ovvio, ma il vostro ego, si prende una boccata di ossigeno.
Avete a disposizione prede di tutti i tipi, il vostro capo, il vostro personal trainer se l’avete( che fra parentesi è un fusto, che lui, quello…neanche lo vede.), il collega quello tanto carino, e se tutto manca, il ragionier Bianchetti quello del quinto piano, che anche se non sembra, è un uomo di sicuro e vi lancia occhiate di fuoco, quando scendete a buttare la spazzatura.
A questo punto, così ben parate, avete un attimo di esitazione, perché va bene l’abito, ma per fare il monaco ci vuole una punta di vocazione.
E fare la mangiauomini non è cosa da poco! Bisogna impostare la voce, i gesti, le parole e …tutto il resto e a voi, mammina mica ve l’ ha insegnato come si faceva.
Potreste ancora salvarvi, a parte la rovina economica, ma voi niente, testarde, dritte alla meta!
A questo punto siete ad un bivio. Nella migliore delle ipotesi, l’opera di seduzione non riesce e la possibile preda neanche si accorge delle vostre manovre.
In questo caso vi ubriacherete di nutella e tutto finirà lì. Nella peggiore delle ipotesi, la preda si accorge di tutto e, aiuto, contraccambia!
“E mo che faccio?” Pensate atterrite, mentre il vostro capo vi invita a passare con lui il week end a Milano 2. E già pensate che sarete costrette a chiedere il trasferimento in un altro ufficio.
Con il personal trainer, è magari più facile, perché è “bono”, ma vi invita alla rosticceria sotto casa e vi parla per tutta la sera dei più efficaci esercizi per riacquistare la forma fisica.( Si dice fitness? Se ho sbagliato chiedo venia, combatto battaglie perse con le lingue straniere, io), poi vi riaccompagna col pretesto che lui va a letto presto e deve oliarsi i muscoli.
Il collega tanto carino vi porta a vedere la sua collezione di lepidotteri e per tutta la sera vi confida le sue pene amorose per la bambolona dell’ufficio affianco e quando finalmente si decide a saltarvi addosso, non è che voi siate del tutto motivate.
Vi sentite tanto ripiego e questo ha l’effetto di una flebo di camomilla.
E il ragionier Bianchetti, quello del quinto piano? Lasciamo perdere, va bene il masochismo, ma quando è troppo è troppo!
Chi di voi fosse sposata, potrebbe pensare perfino di sedurre, udite udite, il proprio marito.
Impresa titanica dagli esiti incerti.
In primis, non è che vederlo spalmato sul divano in mutande e calzini con il giornale adagiato sul promontorio della stomaco, sia tanto motivante dopo tutto, ma poi avete dimenticato  quando indossaste il tanga e lui rise per tre giorni? Lasciate perdere sentite a me, è un’impresa disperata.
Ad ogni modo, dopo che vi siete rovinate, la banca non vi fa più credito, avete dovuto trasferirvi in un ufficio periferico, dal mal d’amore non siete guarite affatto, anzi peggio! Al confronto delle vostre recenti conquiste, “ lui” vi appare sempre più Raul Bova, ne sentite la mancanza in modo pietoso che neanche la nutella vi può più consolare.
E ora vi chiedo, il gioco valeva la candela? Ai posteri l’ardua sentenza… 
PS: Ora che dirvi, quando tutto manca, c’è sempre il suicidio…o una confezione di malox…

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